Ci sono cose che non esistono più, perché ad un certo punto hanno smesso di servire, hanno esaurito il loro ruolo. Questo vale per un castello diroccato come per una miniera abbandonata. Essi hanno perso il loro senso originario per acquisirne un altro, di volta in volta diverso. La miniera luogo del lavoro e della produzione, può trasformarsi in un’ingombrante maceria, oppure in un prezioso luogo di memoria; ma per riuscire a restituire una funzione alle cose estinte bisogna da loro un nuovo senso, un significato, una chiave di lettura comprensibile e giustificata. Il Parco Tecnologico Archeologico delle Colline Metallifere Grossetane è un Geoparco nazionale minerario di nuova generazione, tenacemente voluto da comunità che rifiutavano con la chiusura delle miniere di vedere scomparire i segni della propria storia. Non il fantasma delle memorie morte, ma lo “Spirito delle miniera” è dunque il genius loci che segna un’irripetibile identità che fa amare questi luoghi.
Commissioned work for PhC CapalbioFotografia-2010
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