Questa serie di immagini fanno parte di uno studio riguardante, appunto, gli incroci stradali. Uno studio che, oltre a soffermarsi su un luogo “cardine” della nostra società (in quanto luogo/non luogo), si sofferma anche su un ambito antropologico, architettonico e sociale. L’incrocio è un qualcosa in cui siamo obbligati a passare, ma a cui non possiamo dedicare molta forza di visione; in quanto è un luogo dedito al puro transito umano, ed essendo molto dinamico risulta difficile soffermarsi a “contemplarlo”. Arrivando al nocciolo del progetto: la mia è una visione fotografica sul “non visto” di un luogo prettamente antropocentrico e quotidiano, una visione che riguarda l’essere umano in sé e le sue dinamiche interne ed esterne rispetto all’ambiente quotidiano circostante, rispetto a confronti interpersonali (a volte molto distaccati per via del mezzo di spostamento), rispetto all’architettura stessa con le sue forme e l’architettura in connessione al rapporto con le persone e il loro ambiente.
Back to Top